Antifrode documentale: riduzione rischio creditizio e frodi finanziarie

Il settore bancario è sempre stato soggetto a rischi di frode finanziaria, per questo motivo le banche e i mediatori creditizi utilizzano tecniche di antifrode documentale per valutare la capacità di rimborso dei propri clienti e prevenire eventuali truffe.

Antifrode documentale: come ridurre il rischio creditizio con verifiche puntuali

Oltre ai furti di identità, le frodi possono consistere nella contraffazione di documenti reddituali o dichiarazioni mendaci sulla posizione lavorativa o reddituale. L’antifrode documentale è un insieme di strumenti e tecnologie che permettono di ridurre drasticamente il rischio frodi, verificando l’autenticità dei documenti presentati dai richiedenti mutui, prestiti o cessioni del quinto e confermando o confutando la posizione lavorativa dichiarata dal soggetto. L’obiettivo dell’antifrode documentale è quindi quello di tutelare il sistema del credito da possibili frodi, garantendo l’affidabilità finanziaria del cliente finale per ridurre i rischi di insolvenza.

Come funziona l’antifrode documentale

L’antifrode documentale è un processo complesso che si basa sulla verifica del set documentale presentato dai richiedenti mutui, prestiti o cessioni del quinto: la congruità formale dei documenti e l’analisi sostanziale e successiva convalida o confutazione dei dati sono il fulcro dell’analisi antifrode. Gli istituti di credito scelgono sempre più di avvalersi della collaborazione di società esterne, verticali in questo settore, specializzate nella verifica dell’autenticità dei documenti e dotate di team di esperti operatori antifrode, al fine di ottenere una valutazione sempre più accurata della posizione del soggetto e ridurre così il rischio creditizio. L’antifrode documentale rappresenta quindi uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza del credito bancario e prevenire frodi finanziarie, permettendo alle banche di valutare l’affidabilità finanziaria dei propri clienti in modo rapido ed efficace, grazie a strumenti sempre più all’avanguardia.

Antifrode documentale

I documenti anagrafici e reddituali per ottenere mutui e prestiti

Per avere accesso al credito nelle sue varie forme i richiedenti devono fornire alla banca una serie di documenti anagrafici e reddituali sulla base dei quali si procederà a effettuare una valutazione di merito creditizio e affidabilità. Oltre ai documenti anagrafici comuni, come il documento di riconoscimento, la tessera sanitaria, il certificato di residenza e la documentazione relativa allo stato civile e di famiglia, è necessario fornire documenti reddituali che variano a seconda del profilo reddituale del cliente (dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni, ultime tre buste paga e ultima CU, estratti conto bancari, contratto di lavoro o documentazione relativa alla propria posizione c/o camera di commercio e agenzia delle entrate etc.). L’utilizzo dell’antifrode documentale permette alle banche di verificare l’autenticità dei documenti presentati dai richiedenti e ridurre i rischi legati a eventuali falsificazioni o frodi finanziarie.

L’antifrode documentale per valutare l’affidabilità finanziaria

Lo strumento dell’antifrode documentale è determinante per gli istituti di credito e per i mediatori, per motivazioni diverse ma in qualche modo complementari, contribuendo a migliorare la qualità delle pratiche, a ridurre i rischi e a accelerare il processo di approvazione. Presentando in banca solo pratiche complete, valide e certificate, il mediatore creditizio migliora o mantiene la sua reputazione presso gli istituti di credito. Questo può portare a una maggiore fiducia da parte delle banche e alla possibilità di lavorare su transazioni finanziarie più complesse. In sunto, fornisce uno strumento di ritorno di immagine nei confronti della rete di istituzioni finanziarie con cui collabora, portando lead qualificate. Per gli istituti creditizi, avvalersi di ulteriori processi esterni di verifica permette loro di non aggravarsi di aggiuntivi costi interni e mantenere il monitoraggio costante del valore delle esposizioni migliorando considerevolmente la qualità del proprio portafoglio. 

La tecnologia applicata all’antifrode documentale

I processi di verifica consistono sostanzialmente in un controllo incrociato con diverse banche dati finalizzato ad appurare la veridicità dell’informazione. Accanto a questi processi, c’è il supporto della tecnologia nell’elaborazione dei dati e estrapolazione delle informazioni a rendere l’intero flusso più efficiente. Infine, la componente umana: nell’analisi complessiva di una posizione, quest’ultima è indispensabile per riconoscere determinate situazioni che non ricadono propriamente in attività fraudolente ma possono rivelarsi potenzialmente problematiche, come errori amministrativi o inadempienze causate dal datore di lavoro, che necessitano di ulteriori approfondimenti. Dall’insieme di questi tre elementi scaturisce la qualità di un processo antifrode. Proprio su questo fronte, abbiamo sviluppato il servizio Due Diligence mirato alla gestione del rischio creditizio. Questo servizio è flessibile e può essere integrato con l’avanzata tecnologia di Readoc, offrendo così una soluzione completa e affidabile.

Conclusione

L’antifrode documentale rappresenta uno strumento fondamentale per la protezione del credito e la prevenzione delle frodi finanziarie nel settore bancario. Grazie all’utilizzo di tecniche specializzate e tecnologie avanzate, le banche possono effettuare una verifica accurata dell’autenticità dei documenti presentati dai richiedenti mutui o prestiti, riducendo i rischi legati a eventuali falsificazioni o frodi finanziarie.

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