Credito e profilo di rischio: dati 2022 e 2023

Abbiamo eseguito un’analisi approfondita dei dati relativi ai richiedenti mutuo transitati dalla nostra piattaforma Genio Diligence negli anni 2022 e 2023: i risultati, estratti puntualmente, offrono un’affascinante panoramica dei profili reddituali e delle fasce di età.

Il contesto: modifiche rilevate nel profilo di rischio nel 2023

In base a un’indagine Censis, nel primo semestre 2023, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si è osservato che per quanto riguarda i mutui “…la riduzione del numero delle domande è pari al 22,4%. Il cambiamento nel quadro di riferimento del costo del denaro ha modificato il profilo di rischio di chi richiede un mutuo per l’acquisto della casa. L’indice di affidabilità delle famiglie a marzo di quest’anno era pari al 12,8% per il complesso delle famiglie, ma con una tendenza al ribasso rispetto a fine 2022 (13,6%) e a fine 2021 (14,8%).

Rischio creditizio e frode documentale: vediamo le differenze

Il rischio creditizio cui si riferisce l’indagine sopra riportata, afferisce alla possibilità di perdite finanziarie legate al mancato rimborso di prestiti, determinato da eventi come perdita di lavoro o cambiamenti economici.

Esiste poi una diversa valutazione di rischio, legata alla frode documentale, che coinvolge attività fraudolente mirate a ottenere guadagno personale illecito, con metodi come documenti falsi o manipolazione dei dati.

In entrambi i casi, un approccio analitico fornisce una base di partenza per una valutazione delle richieste di mutuo e prestito, permettendo alle istituzioni finanziarie di adottare strategie preventive nell’approvazione e nella gestione delle pratiche, per valutare il rischio creditizio e implementare misure di sicurezza, controlli e tecnologie avanzate per prevenire la frode basandosi anche su un profilo di rischio persona.

I diversi approcci ai dati

È necessario distinguere i metodi attraverso i quali utilizzare i dati: il Credit scoring è un sistema automatizzato adottato da banche e attori finanziari per valutare richieste di finanziamento, basato su metodologie statistiche. I risultati, espressi tramite giudizi sintetici o punteggi, rappresentano il profilo di rischio del richiedente.

La certificazione documentale è invece un’analisi puntuale, singola e dettagliata della effettiva posizione del soggetto specifico, con particolare focus sulla documentazione anagrafica e reddituale.

Sulla base dell’esperienza di Genio Diligence, possiamo concentrarci su come la documentazione oggetto di istruttoria possa essere oggetto di alterazione o falsificazione e valutare in che modo rielaborare i dati alla luce delle percentuali di Non Conformità nelle diverse fasce di età e per tipologia di reddito. Sarà interessante valutare come, di conseguenza, le istituzioni finanziarie e gli attori del settore possono sfruttare questo quadro informativo: la correlazione tra età, fonti di reddito e l’incidenza di pratiche non conformi consente infatti di identificare un profilo tipo con un più elevato o più basso rischio di frode documentale.

Distribuzione per età

31-35 anni: questa fascia d’età si distingue come la più rappresentata, indicando una forte domanda da parte di individui in una fase già stabilizzata della propria carriera e vita familiare;

25-30 anni e 36-40 anni: le fasce adiacenti seguono da vicino, rivelando comunque una costante richiesta di mutui in diverse fasi della vita adulta;

abbiamo rilevato come, in coincidenza di campagne di vendita degli istituti di credito legate a particolari fasce di età (es. Tasso agevolato per Under 30) si registra un picco delle richieste dei giovani tra i 25 e i 30 anni, andando a confermare che anche in questa fascia di età si sceglie di sottoscrivere un mutuo laddove sussistano condizioni vantaggiose e, soprattutto, accessibili; 

Oltre i 60 Anni: la fascia degli over 60, per lo più presente nelle richieste in qualità di garante, suggerisce un interesse in investimenti immobiliari residuale rispetto alle altre fasce.

Ovviamente, la scelta di richiedere un mutuo e la possibilità di accedervi è molto condizionata anche dal profilo economico e di reddito. Vediamo a seguire.

Tipologia di reddito

Lavoratori dipendenti: la maggioranza dei richiedenti transitati su piattaforma GD è composta da lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, con una concentrazione particolare nella fascia 31-35 anni, confermando che la sicurezza di uno stipendio mensile fisso influisce significativamente sulla decisione di richiedere un mutuo;

Liberi professionisti: la fascia 31-35 anni evidenzia un interesse significativo tra i liberi professionisti, indicando una volontà di impegnarsi nella sottoscrizione di un mutuo nonostante le entrate variabili;

Titolari di azienda: gli imprenditori mostrano interesse costante, soprattutto tra i 46-50 anni, riflettendo probabilmente la raggiunta stabilità finanziaria delle loro attività;

Pensionati: nonostante una richiesta relativamente bassa, soprattutto sopra i 60 anni, molti pensionati cercano opportunità di investimento immobiliare o miglioramenti abitativi o supportano figli e nipoti nell’acquisto della loro prima casa;

altre categorie: soggetti con altri redditi, collaboratori familiari e altro rappresentano gruppi più piccoli, ma ancora rilevanti.

La diversità nelle categorie di reddito indica un mercato mutevole e la crescente varietà di profili richiedenti di cui gli istituti di credito stanno cominciando a tenere conto per individuare prodotti ad hoc, diretti anche a soggetti con contratti atipici o nuove tipologie di redditi.

(Per approfondire come è distribuita la popolazione attiva in Italia tra le varie categorie professionali e tipologie vedi indagine Istat).

Pratiche “Non Conformi”

La Non Conformità può essere dettata da molti fattori, non necessariamente legati a intento fraudolento; può accadere che il richiedente presenti volutamente documentazione alterata o non corrispondente alla reale situazione lavorativa, ma la Non Conformità può essere dettata anche da disallineamenti o mancati adempimenti burocratici che determinano discrepanze tra i dati effettivamente rilevabili presso gli enti preposti e ciò che dichiara il soggetto.

Abbiamo rilevato come in numero assoluto il numero più alto di Non Conformità è rilevabile tra i lavoratori dipendenti (per rapporto di lavoro cessato, reddito alterato, tipologia di rapporto non correttamente dichiarata, irregolarità contributive che non consentono la conferma dei redditi ufficiali etc) ma il più alto numero di Non Conformità sul totale di richieste per categoria sono rilevabili tra Libero professionista e Titolare di azienda. La categoria Pensionato ha invece una percentuale estremamente alta di Conformità, per quanto è proprio su questi profili che rileviamo il maggior numero di frodi legate ai furti d’identità, in special modo rilevate però nelle richieste di Prestiti e Cessioni del Quinto.

Concentrandoci sull’età, nella fascia 31-35 anni si rileva il maggior numero di Non Conformità, le fasce di età 46-50 e 36-40 anni seguono con un numero ancora (relativamente) significativo.

Incrociando questi dati, la combinazione Libero professionista nella fascia di età 36-40 anni sembra essere dunque la più rischiosa in termini di Non Conformità, fermo restando che la percentuale di cui parliamo è comunque intorno all’1% delle richieste (per categoria) transitate su nostra piattaforma GD.

Possiamo sottolineare come il numero di Non Conformi intercettate su nostra piattaforma GD si sia sensibilmente ridotto dal 2009 ad oggi, nonostante le continue innovazioni in tema di indagini e tecniche antifrode, a riprova che la consapevolezza di un costante monitoraggio e il supporto a banche e mediatori nella fase istruttoria delle pratiche sia determinante per disincentivare i tentativi di frode e alterazione documentale.  

Conclusioni

Le sfide emergenti includono la necessità di costanti aggiornamenti dei modelli analitici per affrontare nuove forme di frode e adattarsi alle mutevoli dinamiche economiche. Tuttavia, questa sinergia apre prospettive per un’analisi più sofisticata e di un adattamento dinamico alle evoluzioni nei comportamenti finanziari e alle sempre più complesse strategie di frode.

In conclusione, l’integrazione tra Antifrode documentale e Credit scoring rappresenta un passo avanti rilevante nell’ottimizzazione dei processi decisionali delle istituzioni finanziarie, facilitando una gestione più completa e precisa del rischio associato alle richieste di mutuo e prestito.

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