SREP per LSI: di cosa si tratta?

Introduzione al SREP

Il Processo di Revisione e Valutazione Prudenziale (SREP – Supervisory Review and Evaluation Process) è fondamentale per assicurare la solidità del sistema bancario: attraverso questo meccanismo, le autorità di controllo (ANP) esaminano con attenzione i rischi che le banche affrontano e valutano la loro capacità di gestirli in modo efficace. Questo processo permette di ottenere una visione coerente dei profili di rischio delle diverse banche e di stabilire le necessarie azioni di supervisione.

Durante lo SREP, vengono analizzati in dettaglio i procedimenti operativi, le strategie e i rischi peculiari di ogni banca; sulla base di questa valutazione dettagliata, le autorità di vigilanza stabiliscono la quantità di capitale che ciascun istituto deve mantenere per coprire adeguatamente i propri rischi. Lo SREP contribuisce così a garantire che le banche dispongano di sufficienti risorse di capitale per fronteggiare eventuali problemi finanziari, favorendo così la stabilità del sistema nel suo complesso.

Implementazione della metodologia SREP

Dal 2018, le autorità nazionali competenti (ANC) applicano una metodologia SREP armonizzata per la vigilanza degli enti meno significativi (LSI – less significant institutions), sviluppata in collaborazione con la BCE, basandosi sugli orientamenti dell’Autorità Bancaria Europea (ABE) e sulle metodologie SREP nazionali esistenti. La metodologia concede un grado di flessibilità alle ANC, particolarmente rilevante nell’esaminare processi come l’Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP) e l’Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP), oltre alle prove di stress degli LSI. La flessibilità è essenziale per adattare la supervisione alle specifiche esigenze e circostanze degli enti meno significativi.

Vigilanza armonizzata per gli LSI

L’armonizzazione del SREP mira a favorire la convergenza della vigilanza, assicurando un livello minimo di uniformità tra la valutazione degli enti significativi e meno significativi. Le ANC, responsabili della vigilanza diretta sugli LSI, mantengono la competenza decisionale su capitale, liquidità e misure qualitative.

I 4 elementi principali dello SREP

Lo SREP si concentra su quattro aspetti:

  1. Modello di business: viene analizzata la realizzabilità e la sostenibilità del modello di business della banca, per assicurarsi che possa mantenere un equilibrio finanziario a lungo termine.
  2. Governance e gestione dei rischi: si esamina l’adeguatezza della governance interna e dei sistemi di gestione dei rischi, valutando la capacità della banca di identificare, monitorare e gestire i rischi in modo efficace.
  3. Rischi di capitale: vengono identificati e valutati i rischi legati al capitale, assicurando che la banca disponga di sufficienti risorse per assorbire eventuali perdite.
  4. Rischi di liquidità e di provvista: si analizzano i rischi relativi alla liquidità e alle fonti di finanziamento, garantendo che la banca possa far fronte alle proprie obbligazioni finanziarie anche in condizioni di stress.

Punteggi SREP

Ogni aspetto riceve un punteggio che va da 1 (migliore) a 4 (peggiore); questi punteggi individuali vengono successivamente integrati in un punteggio complessivo, fornendo una visione globale della solidità e del rischio della banca.

Livello di capitale richiesto, le 2 componenti principali

A seguito della valutazione SREP, il livello di capitale che una banca deve mantenere comprende due componenti principali:

  1. Requisito patrimoniale di secondo pilastro (P2R): questo requisito è obbligatorio e serve a fronteggiare i rischi non completamente coperti dal primo pilastro. La sua violazione può comportare conseguenze legali per la banca.
  2. Orientamenti di capitale di secondo pilastro (P2G): questi orientamenti indicano il livello di capitale che la banca dovrebbe mantenere per far fronte a situazioni di stress. Anche se non sono vincolanti, rappresentano una guida importante per la gestione prudenziale del capitale.

Rischio di leva finanziaria

Il rischio di leva finanziaria eccessiva è gestito attraverso il requisito di secondo pilastro sul coefficiente di leva finanziaria (P2R-LR). Questo è espresso come percentuale delle esposizioni totali, incluse attività e voci fuori bilancio, indipendentemente dalla loro rischiosità. Si tratta, quindi, di un requisito non basato sui rischi.

Requisiti patrimoniali complessivi

I requisiti patrimoniali complessivi sono determinati dalla somma dei requisiti di primo e secondo pilastro, del requisito di riserva combinato e degli orientamenti di secondo pilastro. Tutti questi requisiti sono espressi come percentuali delle attività ponderate per il rischio.

Requisiti di riserva combinati

I requisiti di riserva combinati includono:

  • Riserva di conservazione del capitale
  • Riserva di capitale anticiclica
  • Riserve di capitale per il rischio sistemico, che comprendono riserve per enti di importanza sistemica mondiale e altri enti di importanza sistemica.

Questi requisiti sono stabiliti dalla Direttiva 2013/36/UE (CRD) o dalle autorità nazionali.

Il Principio di proporzionalità

La metodologia SREP riflette il principio di proporzionalità, adeguando il livello di impegno dell’autorità di vigilanza in base alla priorità e al tipo di attività dell’ente meno significativo. Questo approccio modulare consente una differenziazione nell’intensità della valutazione, nelle informazioni richieste e nelle aspettative della vigilanza.

Conclusioni

Il SREP per gli enti meno significativi è un processo dinamico destinato a evolvere nel tempo. L’esperienza acquisita e le nuove sfide del mercato finanziario influenzeranno l’aggiornamento continuo della metodologia, garantendo una supervisione sempre adeguata e proattiva. Il processo SREP rappresenta un elemento essenziale per la vigilanza bancaria, assicurando che le banche mantengano livelli adeguati di capitale e gestiscano i rischi in modo efficace; questo contribuisce a garantire la stabilità e la resilienza del sistema finanziario globale.

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